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Questo cofanetto include alcune tappe importanti della storia di Dissonanzen, pezzi di vita musicale che fanno parte di un percorso artistico nato a Napoli nel 1993 per merito di Marco Vitali e proseguito grazie all’impegno corale di molti musicisti e artisti. Al viaggio di Dissonanzen hanno dato un contributo fondamentale, come ideatori di progetti ed esecutori, i soci-musicisti dell’Associazione Dissonanzen ovvero Marco Cappelli, Daniele Colombo, Francesco D’Errico, Ciro Longobardi, Marco Sannini, l’attore Enzo Salomone e la danzatrice Alessandra Petitti, oltre che il sottoscritto che dal 2000 è il presidente dell’associazione oltre che il flautista dell’ensemble. Va poi sottolineato il preziosissimo lavoro di Claudio Lugo (che è stato direttore artistico e dell’ensemble dal 2000 al 2006), che ha gettato alcune linee programmatiche essenziali per il nostro lavoro. Le registrazioni qui presentate coprono un arco di circa 6 anni (dal 2003 al 2009) e offrono uno scorcio esauriente del rapporto dell’Ensemble Dissonanzen con l’improvvisazione. La cifra estetica del nostro lavoro scaturisce dall’incontro di personalità diverse, provenienti da percorsi musicali assai eterogenei. L’Ensemble Dissonanzen, oltre a perseguire un lavoro approfondito sul repertorio scritto moderno e contemporaneo, non ha voluto scegliere una strada precisa in ambito improvvisativo. Al contrario ha cercato, anche attraverso la collaborazione con ospiti di assoluto rilievo nei rispettivi ambiti musicali (Marc Ribot, Michel Godard, Markus Stockhausen, Adam Rudolph, Alvin Curran, Stefano Scodanibbio), sempre strade nuove, senza mai identificare un “suono” pre-definito. A riascoltare dopo alcuni anni i progetti contenuti in questo box confesso di aver avuto un moto di sorpresa da una parte, di profonda gioia dall’altra, che ho condiviso con Ciro Longobardi, a cui si deve il merito di aver coordinato la scelta dei materiali di questa pubblicazione. Non solo ho pensato che tutte queste musiche avessero una grande vitalità e un grande valore, e meritassero di essere pubblicate tutte insieme,  ma che, nei casi in cui esse erano dichiaratamente legate alle immagini (Man Ray Suite e di Alchemic Sounds, ma anche Musica Porosa, che si avvalse della proiezione delle splendide foto di Antonio Biasiucci), esse potessero reggere pienamente il puro ascolto, anche senza l’ausilio della visione. Ho ritrovato in queste registrazioni la grande gioia del fare musica insieme e di improvvisare, ascoltandosi, che ricordavo di aver provato durante le esecuzioni dal vivo. Tutti i progetti qui presentati (ad eccezione di quelli che costituiscono il cd Teatrini napoletani) sono nati all’interno delle stagioni concertistiche di Dissonanzen, grazie alla capacità che questa realtà indipendente ha avuto nell’auto-prodursi e nel disegnare un percorso stabile sulla musica contemporanea che ormai si dipana da un ventennio e ha certamente segnato la produzione contemporanea a Napoli. C’è, dietro al lavoro musicale, anche una forte coesione e uno spirito di squadra che ha consentito a questo gruppo di continuare a produrre musica in un periodo così difficile, a sotto il profilo economico e culturale, quale quello che stiamo attraversando. L’improvvisazione rappresenta qualcosa di più che un’esigenza estetica e musicale. E’ il messaggio politico e culturale che caratterizza il lavoro di una comunità artistica come la nostra e rappresenta una delle sue cifre di espressione. 

Venendo ai cinque progetti, essi rappresentano cinque strade diverse di pensare all’improvvisazione. Nel caso di Man Ray Suite possiamo dire che convivano insieme da una parte l’idea di pensare al lavoro cinematografico di Man Ray come a una “partitura grafica in movimento”, dall’altra di pensare alla musica di Satie come a un materiale per l’improvvisazione. Per Alchemic Sounds il grande jazz di Monk e Gillespie è il punto di partenza per un tipo d’improvvisazione forse più aggressiva, che trova un protagonismo solistico negli assoli strumentali, a cura dei cinque musicisti dell’ensemble. Anche qui lo spunto iniziale, costituito dai film coloratissimi di Harry Smith, è diventato solo un ricordo, perché la musica ha ormai preso il sopravvento e vive in autonomia. Musica Porosa, che qui ripubblichiamo, è un progetto a cui siamo molto legati perché fu la prima pubblicazione discografica dell’Ensemble, frutto del bellissimo incontro umano ed artistico con Markus Stockhausen e Tara Bouman. L’idea di porosità non è solo un pretesto ma una declinazione ulteriore del carattere “intuitivo” dell’approccio estetico di Markus Stockhausen, straordinariamente evocativo e nello stesso tempo indirizzato alla costruzione di un suono d’insieme. Teatrini napoletani riunisce alcuni lavori di Claudio Lugo, scritti espressamente per Dissonanzen, in cui è forte la presenza del testo e di una dimensione para-teatrale (la voce attoriale e recitante di Enzo Salomone, con le sue infinite sfumature musicali, la vocalità conturbante di Daniela Del Monaco e Roberta Andalò).

Infine A Glimpse raccoglie le migliori sessioni di prove in studio realizzate in occasione di un concerto con Adam Rudolph nel novembre del 2009. La registrazione live del concerto fu pubblicata, con il nome di Pietrasanta Project, nel 2010, a cura dell’ISMEZ e non è in commercio. Interessante notare come le prove, qui pubblicate, e il concerto siano completamente differenti nella loro sostanza musicale. Adam Rudolph cambiò quasi completamente il suo approccio e la direzione del suo lavoro quando, dopo aver provato per alcuni giorni nell’acustica secca di uno studio, si ritrovò nelle ampie navate della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta: un’ulteriore dimostrazione di come gli spazi architettonici e la loro acustica possano profondamente influenzare la creazione e l’esecuzione musicale.

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