DUOdiDUE
Tommaso Rossi, flauti
Marco Cappelli, chitarra
Ernst Krenek (1900-1991)
Vier Stücke aus op. 172
Animato-Canon a 2-Allegretto-Allegro
John Dowland (1563-1626)
Fantasia II
John Dowland-Jacob Van Eyck
Pavana Lacrimae
Georg Friedrich Händel
Sonata in fa maggiore per flauto dolce e basso continuo
Larghetto-Allegro-Siciliana-Allegro
Impro
John Cage (1912-1992)
Sonata for two voices (1933)
Sonata-Fugato-Rondò
Niccolò Castiglioni (1932-1996)
Sic (1992) per ottavino, flauto, flauto in sol e chitarra
Toru Takemitsu (1930-1996)
Toward the sea (1982) per flauto in sol e chitarra
The night-Moby Dick-Cape Cod
Pur avendo suonato insieme innumerevoli volte nell’ambito dell’attività concertistica dell’Ensemble Dissonanzen, di cui sono tra i soci fondatori, il flautista Tommaso Rossi e il chitarrista Marco Cappelli sono al primo concerto in duo. E per questo motivo hanno deciso di intitolare la serata con un titolo anche un po’ ironico: DUOdiDUE. Due musicisti dai molteplici interessi e con una poliedrica attività che spazia dal barocco al contemporaneo e dai flauti antichi a quelli moderni per Rossi, dalla chitarra classica al mondo dell’improvvisazione e dall’avantgarde all’elettronica per Cappelli, con recenti incursioni nell’avant-pop e nel funky. Il programma della serata vuole rendere conto proprio di questa poliedricità e insieme della visione comune di una musica senza barriere e senza rigidi confini stilistici. E quindi dalle sonorità rinascimentali e barocche di John Dowland e Georg Friedrich Händel si passerà, attraverso il potere metamorfico dell’improvvisazione verso le sonorità suadenti ma contemporanee del grande compositore giapponese Toru Takemitsu, dell’italiano Niccolò Castiglioni e dell’americano John Cage. Tre autori che hanno scelto, in forme diverse, proprio la strada della fusione tra gli stili e della contaminazione tra linguaggi diversi. Ad esempio Takemitsu, di cui verrà eseguito Toward the Sea per flauto in sol e chitarra (vera e propria piccola saga musicale su Moby Dick) è uno dei compositori giapponesi più attento al pensiero musicale occidentale. Così come Castiglioni, di cui si ascolterà Sic per ottavino, flauto e flauto in sol e chitarra, dalle posizioni iniziali, orientate verso il neoclassicismo, attraversò la dodecafonia (e con essa l'espressionismo) e lo strutturalismo, e fu tra i primi ad uscire dalla prassi rigorosamente seriale per dirigersi verso sistemi più liberi, arrivando così ad esprimersi in un suo personale linguaggio musicale, scevro da dogmatismi (non sono rari nella sua produzione, infatti, i ricorsi al sistema tonale, né la presenza di elementi decorativi).
Per quanto riguarda John Cage, il cui pezzo in programma sarà Sonata for two voices, nessuno più di lui rappresenta l’eclettismo del XX secolo, il volgersi verso culture musicali extra-europee, attraverso la piena accoglienza, anche nel lavoro compositivo del pensiero e della filosofia orientale.